coppa capocollo salume macelleria d andrea

La coppa è un insaccato lavorato e prodotto in Italia, con varie interpretazioni a seconda della Regione di riferimento. Viene ottenuto dalla lavorazione della porzione superiore del collo del maiale e da una parte della spalla: per questo in diverse Regioni viene chiamata anche capocollo, capicollo, ossocollo, in altre ancora finocchiata, lonza o lonzino.

Per realizzare la coppa, le carni vengono prima salate e massaggiate, perché in questo modo il sale si distribuisce uniformemente, e poi vengono insaccate all’interno di un budello. Vengono aggiunte spezie ed erbe aromatiche per insaporire il tutto, a seconda della località dove viene prodotta la coppa. Fatto questo, può iniziare il periodo di stagionatura.

Sono molte le Regioni dove essa viene prodotta, ma ci sentiamo di consigliarvi in particolare la Basilicata, una delle zone dove la coppa è tra le più rinomate d’Italia.

Fa bene o male?

Ma si tratta di un salume che fa bene o fa male? Una domanda che non può avere una risposta univoca, o meglio: dipende. Dipende dal prodotto che si sceglie! I salumi non fanno male, se mangiati con moderazione, e questo vale anche durante il periodo della gravidanza e dell’allattamento. Quindi sfatiamo pure il falso-mito che i salumi in generale non fanno bene. E la coppa rientra pienamente nel discorso.

Valori nutrizionali

Insomma, eliminare dalla nostra alimentazione prodotti così buoni e vari sia dal punto di vista energetico che di gusto, sarebbe un vero peccato. E’ leggera (circa 400 Kcal per 100 grammi di prodotto, 29 grammi di proteine e 31 di grassi) e tutta una serie di proprietà bioattive e antiossidanti, come ad esempio la carnosina. Sono però ottimi per l’equilibrio della nostra dieta, e come per ogni altra cosa quello che non va bene è il loro abuso. E’ quindi fondamentale consumare i salumi e la coppa in maniera corretta (porzione consigliata di 50 grammi).

Perché scegliere solo salumi di qualità

Come dicevamo, è davvero importante quale prodotto stai consumando: mai consumare salumi di bassa qualità, questo non potrà che arrecarti danni a livello di salute. Le sua caratteristiche sono nocive per il nostro corpo, e bisogna partire da lontano (metodi di allevamento dell’animale, fino ad arrivare a quelli di lavorazione e conservazione). Quindi occhio alla provenienza e all’etichetta delle cose che si mangiano!

In conclusione, i salumi sono un patrimonio indissolubile della tradizione gastronomica italiana. Vanno salvaguardati e va incentivato un giusto consumo, perché privarsi del loro sapore delizioso e così vario sarebbe davvero un’ingiustizia. E la coppa ne fa pienamente parte.

La pancetta è uno dei salumi più amati dagli italiani: ricavata appunto dalla parte della pancia del maiale, ha un aspetto tipicamente grasso con sottili strati di carne. La preparazione della pancetta dolce è una tradizione che nel nostro territorio si tramanda da secoli: come dicevamo, si prende la pancia del maiale, le parti vengono poi squadrate e rifilate e si decide in un secondo momento se tenere o meno la cotenna.

Successivamente avviene la rifilatura: le rifilature delle pancette sono utilizzate per la parte grassa dei salami (i cosiddetti lardelli), oppure per ricavarne i ciccioli. Una volta fatta quella, è necessario passare alla salagione: le pancetta vengono cosparse di sale e fatte riposare per alcuni giorni. In diverse regioni italiane insieme al sale vengono anche utilizzati altri aromi, come pepe nero, chiodi di garofano e altre spezie.

Da questo processo si ricava un insaccato dalla forma diversa a seconda del territorio di riferimento: può essere arrotolata come un grosso salame (con o senza cotenna dipende dalla regione di produzione), steccata con cotenna oppure stesa con cotenna. Una volta che la forma è stata impressa, inizia il vero e proprio momento di stagionatura: può durare 50-60 giorni per quanto riguarda la pancetta stesa, mentre 90-120 per le pezzature più grosse.

Dove si mangia la buona pancetta

Sono dodici le Regioni italiane che possono vantare pancette di maiale inserite nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali. Eccole:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania: Pancetta arrotolata e pancetta tesa
  • Emilia-Romagna: Pancetta canusina, pancetta piacentina
  • Friuli e Venezia Giulia: pancetta arrotolata dolce e affumicata, pancetta arrotolata manicata, pancetta con lonza, pancetta stesa
  • Liguria
  • Lombardia: pancetta con filetto, con pisteum, alla bergamasca, pavese
  • Marche: pancetta arrotolata
  • Piemonte
  • Toscana: pancetta apuana, pancetta e rigatino, pancetta stesa vergazzata
  • Trentino- Alto Adige, pancetta affumicata, panceta ligada all’ai della Val Rendena e pancetta nostrana all’aglio di Caderzone
  • Umbria: Ventresca di maiale
  • Veneto: pancetta col tocco (filetto) del basso vicentino e pancetta con l’ossocollo del basso vicentino

Pancetta, le differenze

La principale distinzione fra le tipologie è quella tra pancetta dolce e pancetta affumicata (detta anche “bacon”, soprattutto nei paesi anglosassoni): la prima ha quel gusto tipicamente grasso, ma al tempo stesso delicato, mentre la seconda è più particolare. La pancetta affumicata infatti è cosparsa di erbe aromatiche e spezie ed esposta per diversi giorni al processo di affumicatura (con legno di faggio, quercia o ginepro). Ha sicuramente un gusto più aromatico rispetto alla pancetta dolce, e si può consumare sia cruda che cotta.

Tuttavia la pancetta, dolce e affumicata, è l’ideale per due ricette in particolare: l’amatriciana e la carbonara. Ma quale va messa in una e quale nell’altra? Risposta secca: la pancetta dolce va nell’amatriciana, quella affumicata nella carbonara. In realtà molti puristi dell’amatriciana vi diranno che nella ricetta non ci va la pancetta, ma il guanciale. A tal proposito lasciatevi guidare dal vostro gusto!

coniglio uva passa e prugne ricetta

Il coniglio è una carne bianca e magra, quindi adatta alla maggior parte delle esigenze nutrizionali. Molti la considerano un ipoallergenica; dunque raramente si manifestano allergie alimentari , infatti spesso è nella formulazione degli omogeneizzati destinati all’alimentazione dell’infante. La carne di coniglio è magra e poco calorica; alta percentuale di proteine e poco colesterolo. La carne di coniglio contiene potassio, ferro e fosforo in buone quantità.

Tante le ricette che lo vedono ingrediente principale questo taglio di carne : coniglio al forno con patate al forno, un secondo piatto genuino ricco e appetitoso. Vi è anche una variante, al tradizionale ragù di manzo, il ragù di coniglio.

La macelleria D’Andrea ti propone oggi questa ricetta sfiziosa da proporre ai nostri amici o ai nostri cari inclusi i bambini.

coniglio

Ingredienti della ricetta

1 kg coniglio

250 gr cipolle

200 gr prugne secche

70 gr uvetta passa

1 bicchiere di aceto di vino rosso

1/2 tazza farina

60 gr burro

qb brodo di carne, prezzemolo, alloro, timo, sale, pepe

 

ricetta con uva passa e prugne

 

Dopo aver lavato le prugne e l’uvetta, porle in ammollo per 3 ore, nell’attesa lavare il coniglio con acqua e aceto. Asciugatelo bene, tagliandolo a pezzetti piuttosto regolari, passarlo con delicatezza nella farina.

In una casseruola far sciogliere il burro, unendovi i pezzi di coniglio lasciandoli rosolare bene da entrambe le parti. Aggiungete 1/2 bicchiere di brodo e le cipolle sbucciate, il mazzetto di erbe aromatiche e salate.

Per 45 minuti copritelo e lasciatelo cuocere, bagnandolo di tanto in tanto con altro brodo. Aggiungere le prugne e l’uvetta. Far cuocere per altri 20 minuti. Eliminate le erbe, aggiungete sale e pepe, lasciando sul fuoco per qualche istante e servite ancora caldo.

Dove trovare un buon coniglio per realizzare questa ricetta contatta la macelleria D’ Andrea

Vini consigliati per Coniglio

L’ideale abbinamento è un vino rosso di medio corpo, anche frizzante e/o novello ad esempio Breganze Rosso Doc
Colli di Luni Rosso Doc, Sannio Aglianico Doc, come non citare l’ Ischia Rosso Doc e si sposa bene anche con Trentino Superiore Marzemino Doc

soppressata salumi macelleria d andrea

La soppressata lucana, detta anche luganega, è un salume originario della Basilicata, già noto a Marco Terenzio Varrone, che nel suo “De lingua latina” elogiava il suo sapore. Radici dunque molto antiche per un insaccato che nella regione è prodotto da tre secoli, e che in altre zone d’Italia viene anche chiamato soperzata.

Come si prepara

La carne è quella di maiali locali allevati in maniera tradizionale, con alimentazione sana e naturale. Ma andiamo per gradi partendo dal primo stadio, ovvero la macellazione del suino. Una volta eseguita, la carne deve riposare per 24 ore in un locale freddo, poi selezionata.

Sono utilizzate solo le carni più pregiate: cuore delle cosce e parte centrale dei lombi (ovviamente mondate dalle parti nervose) innanzitutto. Una volta che esse vengono cubettate con il coltello, vengono mischiate con una bassa percentuale di lardo, sale, pepe in grani e peperone in polvere.

L’impasto così ottenuto viene poi insaccato in budelli suini naturali: si ottiene così un salume che per un pio di giorni va posto in cesti di vimini. In primis deve essere eseguita una prima asciugatura (35-50 giorni). Fatto questo, le soppressate vanno conservate sott’olio in ambiente fresco. Successivamente abbiamo una pressatura: in questa fase la soppressata deve rimanere per un mese abbondante (dipende dalle condizioni atmosferiche) in ambienti adatti alla stagionatura. A volte può anche andare bene l’affumicatura (che deve comunque essere leggera).

Il prodotto finito deve avere delle precise caratteristiche affinchè sia etichettato come soppressata lucana: lunghezza dei capi di circa 20 cm, sezione irregolare schiacciata, larghezza massima di 6-7 cm, colore rosso con presenza di aree bianche di lardo, consistenza morbida e sapore di carne suina (ci mancherebbe!).

Qual è il miglior periodo per la produzione? Sicuramente i periodi freddi: fine autunno, inizio inverno. Viene prodotta appunto in Lucania, principalmente nelle aree montuose o collinari, e viene utilizzata specialmente carne suina del filetto e della coscia, insieme a cubetti di lardo. Ovviamente i suini utilizzati sono locali. Per la sua preparazione le attrezzature classiche sono il tritacarne azionato manualmente, spago, aghi e pertiche in legno.

Soppressata lucana: migliori ricette

La soppressata lucana può essere gustata innanzitutto al naturale: ha un sapore così gustoso e intenso che non ha bisogno di molti altri ingredienti accompagnatori. Tuttavia, per chi vuole assaporarla con qualche altra pietanza sfiziosa, va benissimo del pane casareccio, insalate, sottaceti, crema di fave e lenticchie in umido.

salsiccia

Salsiccia al forno e patate: c’è qualcosa di meglio? Il profumo inebriante che rilascia questo piatto per tutta la casa conquisterà tutti, potete starne certi. Piatto domenicale per eccellenza, si tratta di un secondo stuzzicante, facile e veloce da preparare.

Salsiccia con le patate: ingredienti e preparazione

Partiamo dunque dagli ingredienti e dalla preparazione. Prendete innanzitutto mezzo kg di patate, sbucciatele e tagliatele a dadini. Dopo averle messe in una ciotola abbondante con acqua fredda, lasciatele lì a riposare per un’oretta. Trascorso il tempo richiesto, potete scolarle e asciugarle con un canovaccio pulito. Fatto questo, bisogna disporle su una teglia da forno.

Come vanno condite? Basta prendere un po’ d’olio extravergine d’oliva, uno spicchio d’aglio non sbucciato, sale, un paio di rametti di rosmarino e una spolverata di pepe nero. Ora mescolate il composto e aggiungete l’ingrediente principale insieme alle patate: la salsiccia! Tagliatela non troppo spessa (pezzi di circa 10 cm), infornate la teglia e lasciate cuocere per 40 minuti a 200°. Ogni tanto mescolate il tutto, così da uniformare la cottura (e per far si che le patate non si attacchino alla teglia).

Il piatto è pronto per essere servito! Sentite che profumo pazzesco? E che sapore! C’è anche una sfiziosa variante a questa ricetta, e che arriva direttamente dalla Puglia: alle patate e salsiccia, i pugliesi aggiungono anche i funghi cardoncelli. Questi ultimi hanno una consistenza così carnosa che rendono il piatto ancora più gustoso e saporito. Da provare!

Salsiccia al forno arrotolata: ingredienti e preparazione

Un’alternativa da tenere in considerazione per variare non tanto gli ingredienti, ma la preparazione, è la salsiccia al forno arrotolata. In questo caso si può anche fare a meno delle patate, perchè verranno fuori dei veri e propri spiedini di salsiccia sottile (ottima la Luganega in questo caso), che va cotta sotto il grill del forno. Si può mangiare così appunto, al naturale, oppure aggiunta in un secondo momento in un ottimo sugo per fare la pasta. L’ideale è però mangiare gli spiedini con una bella insalata mista.

Cucinare la salsiccia: altre varianti

E che dire delle gustose varianti di salsiccia al forno con vino oppure con le cipolle? Si tratta di declinazioni diverse della stessa ricetta, dove l’ingrediente principale rimane sempre la salsiccia che tanto amiamo. Vi sveliamo infine un segreto per rendere questo piatto semplicemente perfetto: la salsiccia, prima che venga messa in cottura, va bucherellata. In questo modo uscirà l’aria in fase di cottura, e il grasso in eccesso si scioglierà nel composto in maniera omogenea.

Ottimo, ora dovreste proprio sapere tutto per cucinare in maniera perfetta la vostra salsiccia al forno. Siete pronti per rendere la vostra domenica ancora più appetitosa?

carne

Quando parliamo di carne dobbiamo premettere in primo luogo che essa fa bene ed è cosa buona e giusta farla rientrare in una dieta equilibrata e varia. Detto questo, esistono ovviamente diverse tipologie di carni e soprattutto di tagli. Le carni bianche, rispetto a quelle rosse, in generale vanno preferite in ottica di un’alimentazione sana.

Ma la domanda che in molti si fanno è: quali sono i tagli della carne più magri? Quali sono quelle parti più indicate per la nostra dieta? Pollo, coniglio, tacchino, agnello, vitello, maiale (quest’ultimo meno consigliato): sono tutte carni ottime per la nostra alimentazione, viste le qualità nutrizionali presenti in ciascuna.

I tagli magri di carne contribuiscono ad includere nella dieta tutti i nutrienti essenziali: proteine, vitamine B6 e B12, selenio e tiamina. E tutto questo senza provocare un aumento dell’apporto di grassi saturi e totali.

I migliori tagli magri

Ma fra i tagli più magri, quali scegliere? Partiamo dal pollo: petto e coscia vanno benissimo, anche se la seconda è più indicata se avete bisogno di ferro. Importante: togliete la pelle, sempre, perchè è davvero troppo grassa e se state seguendo un regime dietetico non va bene.

Parlando invece di coniglio, lombata e filetti sono i tagli da prediligere. Si tratta comunque di una carne talmente magra che va bene in ogni sua parte. Stesso discorso per il tacchino: sebbene non sia una carne particolarmente amata dagli italiani (il consumo di tacchino è sempre molto basso da noi, a differenza che in America), si tratta di un alimento sano e gustoso, ricco di nutrienti. I tagli preferibili sono petto e coscia, tra cui c’è solo una differenza nemmeno così evidente per quanto riguarda la percentuale lipidica. Anche qui però, stesso discorso del pollo: togliere la pelle!

Anche se ritenute dai più carni rosse, agnello e vitello sono carni bianche: il consumo del primo va dosato, perché molto grasso, e limitato al taglio del lombo. Per quanto riguarda il secondo, sono particolarmente indicati filetto, controfiletto e girello. Anche la fesa: è una parte della coscia e fra i tagli più magri e teneri del vitello, ricca di proteine ma leggera e digeribile. E’ un taglio particolarmente indicato per chi segue una dieta ipocalorica, e per chi fa tanto sport. La fesa è ottima per fare bistecche, spezzatino, roast-beef e scaloppine.

Un discorso a parte merita la cottura: bisogna prediligere cotture leggere, che non aggiungano troppi condimenti grassi. E’ un consiglio che vi diamo sia per la vostra dieta sia più in generale per degustare al meglio la carne. Anche se un po’ di verdure ed erbe aromatiche non ci stanno per niente male!

Seguire un regime dietetico e sano non significa rinunciare al piacere di godere della buona tavola.

ricetta pollo grigliato macelleria d andrea

Ingredienti

4 cosce di pollo

1 rametto rosmarino, 3 foglie di salvia, 1 spicchio d’aglio

olio evo quanto basta

sale fino quanto basta

 

Come eseguire questa ricetta

Lavare le erbe aromatiche ed asciugarle, sbucciare l’aglio e metterlo nel tagliere con foglie sapere e gli aghi di rosmarino. Con un linguaggio o una mezzaluna tritatelli finemente.

Prendi le cosce di pollo, inciderle leggermente e cospargile con il trito preparato. Salare e ungerle leggermente. Per far penetrare gli aromi massaggiarle leggermente.

Mettere tutto in un contenitore e coprirlo con la pellicola da cucina, lasciare marinare in frigo per 2 ore.

Dopo 2 ore di marinatura, scaldare la griglia. Quando la griglia è calda adagiarci le cosce di pollo e cuocere bene la carne da entrambi i lati, proseguire la cottura per almeno 25-30 minuti.

Terminata la cottura servire con un contorno a scelta.

 

 

Un antipasto sfizioso o un secondo stuzzicante: i gamberi con lardo sono una ricetta eclettica e soprattutto molto gustosa. Ovviamente il lardo di Colonnata è il migliore sul mercato: realizzato con suini italiani 100%, viene salato e stagionato in conche di marmo a temperatura naturale. Sale marino, spezie ed erbe aromatiche sono quel quid in più che lo rende l’ingredienti ideale per un piatto in accoppiata con i gamberi.

Ricette di gamberi al lardo di colonnata, 2 varianti

Ecco la prima ricetta che andiamo a vedere (porzioni per quattro persone). Prendere innanzitutto 12 gamberoni freschi o decongelati, olio, sale, pepe, prezzemolo, lardo di Colonnata e un limone. In primis bisogna pulire i gamberoni, togliendo le zampette, gli anelli centrali del carapace, il filo nero e l’intestino (si trovano sul dorso del gambero). Poi bisogna lavarli delicatamente e metterli a sgocciolare.

A questo punto preparare un’emulsione di olio, prezzemolo tritato, succo di limone, sale e pepe. Condire i gamberoni e metterli in una coppa: così si insaporiranno per un quarto d’ora (ogni tanto bisogna girarli). Ora si può prendere il lardo e tagliarlo a fettine sottili. I gamberi vanno sgocciolati, avvolti nel lardo e sistemati in una teglia da mettere in forno preriscaldato a 180°C per 10 minuti circa. Per ulteriori cinque minuti passare il tutto sotto il grill, facendo dorare così il lardo. Il tuo piatto è pronto per essere servito!

Una seconda proposta che andiamo ad analizzare è speculare alla prima, ma con un quid in più che non potrà che farvi innamorare di questo piatto: una cremosa salsa di fagioli cannellini. I gamberi al lardo, così accompagnati, risulteranno ancora più gustosi, perfetti per essere serviti come antipasto ma anche come secondo.

Si tratta di un piatto molto facile da preparare. Innanzitutto private le code di gambero della corazza, rimuovete poi l’intestino e il filamento nero che si trova nella parte superiore della coda (come spiegato nelle righe precedenti). Pulite di nuovo i gamberi e avvolgete ognuno nella fetta di lardo. A questo punto disponete il tutto su una teglia ricoperta da carta da forno. Per dare ancora più gusto al tutto consigliamo di inserire sotto ogni fetta di lardo un po’ di rosmarino.

E’ tutto pronto per la cottura: 10 minuti a 180°. Intanto però bisogna preparare anche la crema di cannellini. Metterli in un mixer, frullarli e nel mentre aggiungere un cucchiaio d’olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e del pepe macinato. La vostra crema è pronta: in ogni piatto mettete tre gamberi e una ciotolina con un po’ di crema, che sarà spalmata a piacere su ogni gambero con lardo.

Non è detto che debbano essere per forza usati i fagioli: in questo caso è particolarmente indicata è anche la crema i ceci.

soppressata salumi macelleria d andrea

La soppressata calabrese è un insaccato DOP (Denominazione Origine Protetta), che viene ottenuto utilizzando carne di maiale lavorata e stagionata. Pur essendo la soppressata diffusa in molte regioni italiane, solo quella proveniente dalla Calabria ha il marchio DOP. Un vero e proprio simbolo della regione, che negli anni ne ha fatto un vero e proprio vanto della sua cultura gastronomica.

La soppressata calabrese

Questo insaccato infatti è uno dei salumi italiani più saporiti. La preparazione avviene con pochi ma semplici ingredienti: parti migliori della carne del maiale, aggiunta di grasso e condimento (pepe nero, peperoncino, finocchio e sale) della carne tagliata a grossi pezzi. Un prodotto certamente non dietetico, ma dall’ottimo sapore, che viene conservato sottovuoto o attraverso l’utilizzo di strutto.

Un salume importante, dal gusto deciso, preparato con dovizia dei dettagli attraverso un procedimento laborioso, che comprende il lavaggio del budello da riempire, l’insaccamento della carne, la stagionatura e l’asciugatura. Ogni zona della Calabria ha una variante riguardo la preparazione (ci sono metodi differenti da Nord a Sud).

Ma quanto può venire a costare la soppressata calabrese al kg? Diciamo che una buona soppressata costerà almeno sui 15 euro al kg. Si tratta di un salume che può essere utilizzato anche per delle sfiziose ricette.

Ricette con la soppressata calabrese

Nelle righe seguenti vi proponiamo un tris di piatti in cui protagonista è proprio la soppressata calabrese.

1) Pasta con la soppressata

Quali ingredienti ci servono per preparare una buona pasta con la soppressata? Intanto una pasta corta (fusilli o farfalle vanno benissimo), una fetta alta di soppressata, della polpa di pomodoro, olio, aglio, peperoncino, basilico fresco tritato e pecorino romano grattugiato. Una volta rosolato l’aglio e il peperoncino, aggiungere la soppressata tagliata a dadini, rosolare ancora un po’. A questo punto si può aggiungere la polpa di pomodoro, aggiungendo un po’ di sale all’occorrenza. Una volta che il sugo si sarà cotto, spegnere il fuoco e aggiungere il basilico fresco. Ora non resta che condire la pasta e aggiungere il pecorino romano. Buon appetito!

2) Risotto con soppressata e cipolla rossa di Tropea

Altra ricetta con protagonista indiscussa la soppressata. In primis bisogna preparare del brodo vegetale (meglio utilizzare patate, sedano e carote, altrimenti utilizzare il dado). Nel frattempo in un tegame rosolare per pochissimo tempo il riso a crudo con olio e cipolla rossa. Deve appena dorarsi. Fatto questo, sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e portare a cottura con il brodo, aggiungendone a poco a poco quando il riso lo assorbe. La soppressata va aggiunta dieci minuti prima che il riso sia pronto: così il salume si scioglierà. Aggiungere il parmigiano e a fine cottura mantecare il riso con il burro. Pronto per essere servito!

3) Rotolini di zucchine in spiedino

Leggermente meno pesante rispetto alle altre due ricette, anche qui la soppressata svolge un ruolo da protagonista. Si, perché viene tritata nel mixer insieme a mollica rafferma, sottiletta e grana: questo ripieno va disposto su delle fettine di zucchine cotte in forno alla massima temperatura per dieci minuti. Una volta fatta questa operazione, le fettine vanno arrotolate e infilate su quattro spiedini, che vanno infornati per dieci minuti.

La pancetta affumicata è un salume ricavato dal ventre del maiale, composto in larga misura dalla parte bianca (tessuto adiposo) rispetto alla parte rossa (muscolo). Come viene preparata? Una volta composta viene stesa, cosparsa di sale, pepe nero, spezie ed erbe aromatiche. Ma soprattutto la particolarità è il suo processo di affumicatura a freddo: essa dura alcuni giorni e viene effettuata con il fumo di legni aromatici come faggio, melo o abete.

La pancetta affumicata, anche a casa

Esiste una variante di questo processo, ovvero la pancetta affumicata a caldo. Tipica delle regioni alpine, questa preparazione consiste nella cottura a vapore (80-90 gradi circa) fatta insieme all’affumicatura, e viene utilizzata spesso nelle cotture in umido per insaporire piatti o come ingrediente principale.

Affumicare la pancetta in casa non è un procedimento di per sè complicato. Serve innanzitutto un forno dove poter procedere (l’ideale sarebbe un forno a legna, ma potete anche optare tranquillamente per un normale forno elettrico o a gas che sicuramente avete in casa). In commercio esistono anche degli apposito affumicatori casalinghi: un acquisto da fare, se contate di affumicare spesso i cibi che preparate (non solo la pancetta, pensiamo ad alcuni formaggi ad esempio).

Ritornando alla pancetta, per affumicarla vi serve un’umidità del 70%. Il procedimento non è difficile: basta avere alcuni utensili in casa. Innanzitutto serve una padella di ferro forata da rendere rovente, poi della carbonella ecologica da aggiungere, erbe aromatiche, fili di paglia per il fumo e un cucchiaio di zucchero.

La padella va coperta con un coperchio e posta nella parte più bassa del forno, mentre la teglia va coperta con il ghiaccio e messa nella parte superiore. Ecco che deve partire l’affumicatura: lasciate così per 4 ore e poi mettete la pancetta nei sacchetti di plastica per alimenti e immergetela in un composto d’acqua (1 litro), ghiaccio (2 kg) e sale grosso (1kg).

Ricette con la pancetta affumicata

Di seguito vi proponiamo un tris di piatti con protagonista indiscussa proprio la pancetta affumicata. Siete pronti? Ottimo, partiamo!

1) Insalata di pasta rustica con cubetti di pancetta affumicata

Le temperature calde estive potrebbero non invogliare molto a preparare un piatto di pasta, ma invece una buona insalata fresca e sfiziosa è tutta un’altra cosa. L’insalata rustica di pasta è un primo piatto di verdure insaporito con cubetti di pancetta affumicata. Si tratta di una ricetta veloce e facile da preparare, che porterà in tavola un piatto gustosissimo e coloratissimo.

2) Frittata di carciofi, funghi e pancetta affumicata

Se vi piacciono le frittate allora con questa andate sul sicuro: vi servono solo degli champignon (oppure dei porcini), carciofi saltati in padello con prezzemolo e aglio e ovviamente i gustosi cubetti di pancetta affumicata. Si tratta di una ricetta ottima da servire sia come antipasto che come secondo, magari accompagnata da una buona insalatina con pomodorini.

3) Fajitas di pollo e cubetti di pancetta affumicata

Questa ricetta rappresenta una gustosa variante rispetto alla versione originale delle fajitas di pollo, direttamente dalla tradizione culinaria tex mex. L’aggiunta della pancetta affumicata rende questo piatto ancora più sfizioso e originale!

Insomma, c’è davvero l’imbarazzo della scelta nell’utilizzo di questo eclettico e buonissimo salume, che è diventato un vero e proprio prodotto DOP italiano.