Un vero piatto del Made in Italy oltre ad ingredienti rigorsamente coltivati e prodotti in Italia richiede anche lavorazioni tipiche della nostra tradizione culinaria.

La Macelleria e  Salumi D’ Andrea propone una serie di ricette, semplici nella realizzazione, tipiche della nostra tradizione che vedono come prodotto principe l’utilizzo di tagli di carne e salumi della tradizione italiana.

Avete mai assaggiato lo speck cotto? Partiamo con questa domanda perchè per esperienza sappiamo bene che si tratta di un prodotto non conosciutissimo dai più, perciò in prima analisi vi diamo alcune info di base su questo delizioso affettato. E’ un salume sicuramente di nicchia, consumato soprattutto dagli altoatesini: per loro è un po’ come il nostro prosciutto cotto.

La lavorazione dello speck cotto è curata magistralmente dai maestri salumieri di Bolzano e provincia, che disossano a mano le cosce, poi le salano con una pregiata concia locale per poi venire massaggiate in maniera delicata. Fatto questo si procede con la cottura, che deve essere lenta e al vapore, mentre successivamente si passa all’affumicatura naturale con legni di faggio (che peraltro sono ottimi per aumentare la conservabilità del prodotto).

Detto questo, possiamo passare a qualche consiglio culinario. Abbiamo selezionato per voi alcune tra le migliori ricette con lo speck cotto. Partiamo dagli antipasti, dove ovviamente può essere il salume protagonista all’interno del classico tagliere di salumi. Tuttavia lo speck cotto può essere utilizzato anche in abbinamenti più arditi e originali: è davvero delizioso se accostato a qualche fetta sottile d’ananas, ma anche in compagnia di un’ottima composta di cipolle.

E per quanto riguarda invece i primi piatti? Lo speck cotto va letteralmente a nozze tagliato a dadini nelle penne altaleggio, ma non solo: è buonissimo anche intipedito insieme a delle verdure grigliate. Quest’ultimo risulta essere un piatto sicuramente più leggero, ma al tempo stesso stuzzicante. E’ un salume versatile, che può essere abbinato anche con le patate (cotte in ogni tipologia: arrosto, lessate, purè o tortino).

E per quanto riguarda il bere? Lo speck cotto può essere accompagnato sia con vini dalla persistenza intensa e aromatica (Lagrein o Gewurztraminer) che con birre (consigliamo una selezione artigianale di media corposità).

Nel precedente focus abbiamo visto cos’è la luganega, la sua storia e come viene preparata nelle varie regioni d’Italia. Oggi invece andiamo alla scoperta delle migliori ricette che possano essere realizzate con ingrediente principale questo insaccato di origini lucane (anche se c’è una disputa in merito, visto che i lombardi si attribuiscono l’invenzione di questa particolare salsiccia).

Per voi abbiamo dunque selezionato tre piatti che risultano essere davvero stuzzicanti e dagli abbinamenti perfetti. Eccoli di seguito.

Risotto alla monzese

Uno dei grandi classici della cucina lombarda questo risotto, che appunto utilizza come ingrediente protagonista la Luganega di Monza. Andiamo ad elencare innanzitutto gli ingredienti di questo piatto:

  • 320 gr di riso
  • 50 gr di burro
  • 1 cipollina
  • 700 ml di ottimo brodo
  • 1 bicchiere scarso di ottimo vino rosso
  • 200 gr di Luganega di Monza

Ottimo, se vi siete procurati tutto potete iniziare con la preparazione. In primis dovete affettare e rosolare la cipollina nel burro, rosolarvi il riso e aggiungere il vino facendolo sfumare. Successivamente aggiungete il brodo a mestoli, uno per volta man mano che il precedente viene assorbito. La luganega va cotta a parte (non prima di essere stata spellata): va bollita un minuto in acqua e poi cotta per cinque in padella, bagnata di vino rosso e lasciata per dieci minuti coperta sul fuoco spento (così farà il sugo).

Una volta cotta, la luganega andrà tagliata. Mettetene un pezzo al centro di ogni piatto con un po’ di sugo e schiacciando il risotto con un cucchiaio così da creare un piccolo incavolo. Et voilà, il piatto può essere servito.

Involtini con luganega monzese

Altra ricetta monzese, che prevede l’utilizzo di questi ingredienti:

  • 8 fette di lonza di maiale piuttosto grandi
  • 8/10 foglie di spinacio
  • 8 fette sottili di speck
  • 800 gr di luganega di Monza
  • Semi di sesamo per la panatura
  • Stuzzicadenti

Molto bene, se avete tutto a disposizione potete iniziare con la preparazione del piatto. Per prima cosa vanno scottate le foglie di spinacio in acqua bollente salata (bastano pochi secondi): ognuna deve poi essere stesa sopra ogni fetta di carne. Stessa cosa per lo speck. Ora arriviamo alla luganega: essa deve essere tagliata a pezzi abbastanza lunghi, e posizionata al centro di ogni fetta. La carne va arrotolata attorno alla luganega e l’esterno fermato con uno stuzzicadenti.

Ora prendete un piatto grande e sul fondo riponete dei semi di sesamo su cui rigirare gli involtini. La superficie deve essere totalmente ricoperta. Fate rosolare gli involtini in una padella antiaderente per cinque minuti per lato, poi toglieteli dal fuoco e adagiateli in una pirofila di plexi. Ottimo, adesso potete infornare nel forno già caldo (consigliamo 160 gradi) e fate cuocere per mezz’ora. Dopodichè potrete servire i vostri involtini caldi su un letto di insalata verde.

Salsiccia luganega alle patate

L’abbinamento salsiccia luganega e patate è uno dei migliori. Ecco ciò che vi serve:

  • 300 gr di salsiccia “Luganega” a pezzetti
  • 400 gr di patate tagliate a tocchetti
  • 2 spicchi di aglio pelati e tagliati a fettine
  • 2 ramettini di rosmarino
  • 2 ramettini di mirto
  • noce moscata
  • sale e pepe
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

Ora passiamo al procedimento di preparazione: per prima cosa mettere sul fuoco una casseruola con dell’olio extravergione d’oliva e aglio. Lasciate orare leggermente e poi aggiungete le patate tagliate a pezzetti, lasciandole insaporire per un paio di minuti. A questo punto aggiungete un po’ di noce moscata, pepe, sale e rosmarino.

Una volta che avete mescolato tutto per bene, versate una tazzina d’acqua e lasciate cuocere per un quarto d’ora a fuoco lento e pentola coperta. Adesso potete unire la salsiccia luganega tagliata a pezzetti, e continuate la cottura a fiamma basse sempre per un quqarto d’ora. Passato il tempo e cotto tutto, potete spegnere il fuoco e impiattare.

coniglio uva passa e prugne ricetta

Il coniglio è una carne bianca e magra, quindi adatta alla maggior parte delle esigenze nutrizionali. Molti la considerano un ipoallergenica; dunque raramente si manifestano allergie alimentari , infatti spesso è nella formulazione degli omogeneizzati destinati all’alimentazione dell’infante. La carne di coniglio è magra e poco calorica; alta percentuale di proteine e poco colesterolo. La carne di coniglio contiene potassio, ferro e fosforo in buone quantità.

Tante le ricette che lo vedono ingrediente principale questo taglio di carne : coniglio al forno con patate al forno, un secondo piatto genuino ricco e appetitoso. Vi è anche una variante, al tradizionale ragù di manzo, il ragù di coniglio.

La macelleria D’Andrea ti propone oggi questa ricetta sfiziosa da proporre ai nostri amici o ai nostri cari inclusi i bambini.

coniglio

Ingredienti della ricetta

1 kg coniglio

250 gr cipolle

200 gr prugne secche

70 gr uvetta passa

1 bicchiere di aceto di vino rosso

1/2 tazza farina

60 gr burro

qb brodo di carne, prezzemolo, alloro, timo, sale, pepe

 

ricetta con uva passa e prugne

 

Dopo aver lavato le prugne e l’uvetta, porle in ammollo per 3 ore, nell’attesa lavare il coniglio con acqua e aceto. Asciugatelo bene, tagliandolo a pezzetti piuttosto regolari, passarlo con delicatezza nella farina.

In una casseruola far sciogliere il burro, unendovi i pezzi di coniglio lasciandoli rosolare bene da entrambe le parti. Aggiungete 1/2 bicchiere di brodo e le cipolle sbucciate, il mazzetto di erbe aromatiche e salate.

Per 45 minuti copritelo e lasciatelo cuocere, bagnandolo di tanto in tanto con altro brodo. Aggiungere le prugne e l’uvetta. Far cuocere per altri 20 minuti. Eliminate le erbe, aggiungete sale e pepe, lasciando sul fuoco per qualche istante e servite ancora caldo.

Dove trovare un buon coniglio per realizzare questa ricetta contatta la macelleria D’ Andrea

Vini consigliati per Coniglio

L’ideale abbinamento è un vino rosso di medio corpo, anche frizzante e/o novello ad esempio Breganze Rosso Doc
Colli di Luni Rosso Doc, Sannio Aglianico Doc, come non citare l’ Ischia Rosso Doc e si sposa bene anche con Trentino Superiore Marzemino Doc

salsiccia

Salsiccia al forno e patate: c’è qualcosa di meglio? Il profumo inebriante che rilascia questo piatto per tutta la casa conquisterà tutti, potete starne certi. Piatto domenicale per eccellenza, si tratta di un secondo stuzzicante, facile e veloce da preparare.

Salsiccia con le patate: ingredienti e preparazione

Partiamo dunque dagli ingredienti e dalla preparazione. Prendete innanzitutto mezzo kg di patate, sbucciatele e tagliatele a dadini. Dopo averle messe in una ciotola abbondante con acqua fredda, lasciatele lì a riposare per un’oretta. Trascorso il tempo richiesto, potete scolarle e asciugarle con un canovaccio pulito. Fatto questo, bisogna disporle su una teglia da forno.

Come vanno condite? Basta prendere un po’ d’olio extravergine d’oliva, uno spicchio d’aglio non sbucciato, sale, un paio di rametti di rosmarino e una spolverata di pepe nero. Ora mescolate il composto e aggiungete l’ingrediente principale insieme alle patate: la salsiccia! Tagliatela non troppo spessa (pezzi di circa 10 cm), infornate la teglia e lasciate cuocere per 40 minuti a 200°. Ogni tanto mescolate il tutto, così da uniformare la cottura (e per far si che le patate non si attacchino alla teglia).

Il piatto è pronto per essere servito! Sentite che profumo pazzesco? E che sapore! C’è anche una sfiziosa variante a questa ricetta, e che arriva direttamente dalla Puglia: alle patate e salsiccia, i pugliesi aggiungono anche i funghi cardoncelli. Questi ultimi hanno una consistenza così carnosa che rendono il piatto ancora più gustoso e saporito. Da provare!

Salsiccia al forno arrotolata: ingredienti e preparazione

Un’alternativa da tenere in considerazione per variare non tanto gli ingredienti, ma la preparazione, è la salsiccia al forno arrotolata. In questo caso si può anche fare a meno delle patate, perchè verranno fuori dei veri e propri spiedini di salsiccia sottile (ottima la Luganega in questo caso), che va cotta sotto il grill del forno. Si può mangiare così appunto, al naturale, oppure aggiunta in un secondo momento in un ottimo sugo per fare la pasta. L’ideale è però mangiare gli spiedini con una bella insalata mista.

Cucinare la salsiccia: altre varianti

E che dire delle gustose varianti di salsiccia al forno con vino oppure con le cipolle? Si tratta di declinazioni diverse della stessa ricetta, dove l’ingrediente principale rimane sempre la salsiccia che tanto amiamo. Vi sveliamo infine un segreto per rendere questo piatto semplicemente perfetto: la salsiccia, prima che venga messa in cottura, va bucherellata. In questo modo uscirà l’aria in fase di cottura, e il grasso in eccesso si scioglierà nel composto in maniera omogenea.

Ottimo, ora dovreste proprio sapere tutto per cucinare in maniera perfetta la vostra salsiccia al forno. Siete pronti per rendere la vostra domenica ancora più appetitosa?

ricetta pollo grigliato macelleria d andrea

Ingredienti

4 cosce di pollo

1 rametto rosmarino, 3 foglie di salvia, 1 spicchio d’aglio

olio evo quanto basta

sale fino quanto basta

 

Come eseguire questa ricetta

Lavare le erbe aromatiche ed asciugarle, sbucciare l’aglio e metterlo nel tagliere con foglie sapere e gli aghi di rosmarino. Con un linguaggio o una mezzaluna tritatelli finemente.

Prendi le cosce di pollo, inciderle leggermente e cospargile con il trito preparato. Salare e ungerle leggermente. Per far penetrare gli aromi massaggiarle leggermente.

Mettere tutto in un contenitore e coprirlo con la pellicola da cucina, lasciare marinare in frigo per 2 ore.

Dopo 2 ore di marinatura, scaldare la griglia. Quando la griglia è calda adagiarci le cosce di pollo e cuocere bene la carne da entrambi i lati, proseguire la cottura per almeno 25-30 minuti.

Terminata la cottura servire con un contorno a scelta.

 

 

Un antipasto sfizioso o un secondo stuzzicante: i gamberi con lardo sono una ricetta eclettica e soprattutto molto gustosa. Ovviamente il lardo di Colonnata è il migliore sul mercato: realizzato con suini italiani 100%, viene salato e stagionato in conche di marmo a temperatura naturale. Sale marino, spezie ed erbe aromatiche sono quel quid in più che lo rende l’ingredienti ideale per un piatto in accoppiata con i gamberi.

Ricette di gamberi al lardo di colonnata, 2 varianti

Ecco la prima ricetta che andiamo a vedere (porzioni per quattro persone). Prendere innanzitutto 12 gamberoni freschi o decongelati, olio, sale, pepe, prezzemolo, lardo di Colonnata e un limone. In primis bisogna pulire i gamberoni, togliendo le zampette, gli anelli centrali del carapace, il filo nero e l’intestino (si trovano sul dorso del gambero). Poi bisogna lavarli delicatamente e metterli a sgocciolare.

A questo punto preparare un’emulsione di olio, prezzemolo tritato, succo di limone, sale e pepe. Condire i gamberoni e metterli in una coppa: così si insaporiranno per un quarto d’ora (ogni tanto bisogna girarli). Ora si può prendere il lardo e tagliarlo a fettine sottili. I gamberi vanno sgocciolati, avvolti nel lardo e sistemati in una teglia da mettere in forno preriscaldato a 180°C per 10 minuti circa. Per ulteriori cinque minuti passare il tutto sotto il grill, facendo dorare così il lardo. Il tuo piatto è pronto per essere servito!

Una seconda proposta che andiamo ad analizzare è speculare alla prima, ma con un quid in più che non potrà che farvi innamorare di questo piatto: una cremosa salsa di fagioli cannellini. I gamberi al lardo, così accompagnati, risulteranno ancora più gustosi, perfetti per essere serviti come antipasto ma anche come secondo.

Si tratta di un piatto molto facile da preparare. Innanzitutto private le code di gambero della corazza, rimuovete poi l’intestino e il filamento nero che si trova nella parte superiore della coda (come spiegato nelle righe precedenti). Pulite di nuovo i gamberi e avvolgete ognuno nella fetta di lardo. A questo punto disponete il tutto su una teglia ricoperta da carta da forno. Per dare ancora più gusto al tutto consigliamo di inserire sotto ogni fetta di lardo un po’ di rosmarino.

E’ tutto pronto per la cottura: 10 minuti a 180°. Intanto però bisogna preparare anche la crema di cannellini. Metterli in un mixer, frullarli e nel mentre aggiungere un cucchiaio d’olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e del pepe macinato. La vostra crema è pronta: in ogni piatto mettete tre gamberi e una ciotolina con un po’ di crema, che sarà spalmata a piacere su ogni gambero con lardo.

Non è detto che debbano essere per forza usati i fagioli: in questo caso è particolarmente indicata è anche la crema i ceci.

La pancetta affumicata è un salume ricavato dal ventre del maiale, composto in larga misura dalla parte bianca (tessuto adiposo) rispetto alla parte rossa (muscolo). Come viene preparata? Una volta composta viene stesa, cosparsa di sale, pepe nero, spezie ed erbe aromatiche. Ma soprattutto la particolarità è il suo processo di affumicatura a freddo: essa dura alcuni giorni e viene effettuata con il fumo di legni aromatici come faggio, melo o abete.

La pancetta affumicata, anche a casa

Esiste una variante di questo processo, ovvero la pancetta affumicata a caldo. Tipica delle regioni alpine, questa preparazione consiste nella cottura a vapore (80-90 gradi circa) fatta insieme all’affumicatura, e viene utilizzata spesso nelle cotture in umido per insaporire piatti o come ingrediente principale.

Affumicare la pancetta in casa non è un procedimento di per sè complicato. Serve innanzitutto un forno dove poter procedere (l’ideale sarebbe un forno a legna, ma potete anche optare tranquillamente per un normale forno elettrico o a gas che sicuramente avete in casa). In commercio esistono anche degli apposito affumicatori casalinghi: un acquisto da fare, se contate di affumicare spesso i cibi che preparate (non solo la pancetta, pensiamo ad alcuni formaggi ad esempio).

Ritornando alla pancetta, per affumicarla vi serve un’umidità del 70%. Il procedimento non è difficile: basta avere alcuni utensili in casa. Innanzitutto serve una padella di ferro forata da rendere rovente, poi della carbonella ecologica da aggiungere, erbe aromatiche, fili di paglia per il fumo e un cucchiaio di zucchero.

La padella va coperta con un coperchio e posta nella parte più bassa del forno, mentre la teglia va coperta con il ghiaccio e messa nella parte superiore. Ecco che deve partire l’affumicatura: lasciate così per 4 ore e poi mettete la pancetta nei sacchetti di plastica per alimenti e immergetela in un composto d’acqua (1 litro), ghiaccio (2 kg) e sale grosso (1kg).

Ricette con la pancetta affumicata

Di seguito vi proponiamo un tris di piatti con protagonista indiscussa proprio la pancetta affumicata. Siete pronti? Ottimo, partiamo!

1) Insalata di pasta rustica con cubetti di pancetta affumicata

Le temperature calde estive potrebbero non invogliare molto a preparare un piatto di pasta, ma invece una buona insalata fresca e sfiziosa è tutta un’altra cosa. L’insalata rustica di pasta è un primo piatto di verdure insaporito con cubetti di pancetta affumicata. Si tratta di una ricetta veloce e facile da preparare, che porterà in tavola un piatto gustosissimo e coloratissimo.

2) Frittata di carciofi, funghi e pancetta affumicata

Se vi piacciono le frittate allora con questa andate sul sicuro: vi servono solo degli champignon (oppure dei porcini), carciofi saltati in padello con prezzemolo e aglio e ovviamente i gustosi cubetti di pancetta affumicata. Si tratta di una ricetta ottima da servire sia come antipasto che come secondo, magari accompagnata da una buona insalatina con pomodorini.

3) Fajitas di pollo e cubetti di pancetta affumicata

Questa ricetta rappresenta una gustosa variante rispetto alla versione originale delle fajitas di pollo, direttamente dalla tradizione culinaria tex mex. L’aggiunta della pancetta affumicata rende questo piatto ancora più sfizioso e originale!

Insomma, c’è davvero l’imbarazzo della scelta nell’utilizzo di questo eclettico e buonissimo salume, che è diventato un vero e proprio prodotto DOP italiano.

Polpette, che passione! Sono sicuramente uno dei piatti che piacciono di più agli italiani: così piccole, ma così sfiziose, una tira l’altra! Le polpette di carne poi sono davvero semplici da realizzare: bastano pochi ingredienti et voilà, un abbondante piatto è servito! Cosa serve? Innanzitutto la carne macinata, l’ingrediente protagonista, ma anche uova, mollica, latte e giusto un sentore di cipolla.

La versione classica ha però tutta una serie di varianti diffuse in tutto lo stivale: le polpette sono entrate di diritto nella tradizione culinaria italiana, che è fantasiosa e originale per vocazione. Proprio per questa peculiarità ne troviamo di diverse tipologie e quindi ricette. Nelle prossime righe vi consigliamo le migliori ricette con le polpette di carne: ne abbiamo selezionate tre, ma ovviamente le varianti sono davvero tantissime!

Ricette per cuocere le polpette

1) Polpette al forno con pomodorini: si tratta di una ricetta semplice e veloce, da servire come secondo piatto. Serve carne macinata, formaggio grattugiato, uova, foglioline di maggiorana tritate insieme all’aglio, sale e pepe. Una volta che gli ingredienti sono amalgamati per bene e il composto è omogeneo, forma le palline e riponile in un vassoio foderato con carta da forno.

Fatto questo, prendi degli stecchini e immergili in acqua fredda per una decina di minuti, lava i pomodorini nel frattempo e tagliali a metà. Ogni polpetta vuole mezzo pomodorino, da fissare con lo stecchino. Un pizzico di sale sopra e puoi mettere le tue polpette in una pirofila sempre foderata con carta da forno (da ungere con olio). Cottura: 200 gradi per una mezzora (ogni tanto bagna le polpette con del brodo caldo). Una volta pronte, potrai servirle in tavola!

2) Polpette di carne in umido: sono un ottimo secondo piatto, anch’esso veloce da preparare e molto saporito. Meglio se servite con una porzione di riso basmati, rigorosamente in bianco. Cosa ti serve? Intanto delle olive verdi denocciolate da mettere a bagno in acqua tiepida per una ventina di minuti. Vanno poi asciugate e tritale. Una volta sbattuto un uovo e aver tritato due uova sode insieme a uno spicchio d’aglio e al prezzemolo, unisci il tutto con la carne tritata amalgamando e aggiungendo poi sale e pepe.

Forma le polpette e sbatti ancora un paio di uova: le polpette vanno passate qui e nella farina. Falle forare in una padella con olio e rigirale frequentemente. Puoi toglierle dopo qualche minuto e farle scolare in un piatto con carta da cucina. Trita altro prezzemolo e aglio, poi soffriggi in una casseruola e unisci polpette e passata di pomodoro. Dopo una mezzora scarsa il tuo piatto è pronto!

3) Polpettine all’aceto balsamico: variante davvero molto interessante. Hai bisogno innanzitutto del pancarrè: togli la crosta e immergilo nel latte. Una volta sgocciolato e strizzato, sbriciolalo nel mixer insieme a prosciutto crudo, mortadella e parmigiano reggiano grattugiato.

Ora puoi aggiungere anche la carne macinata, l’uovo e una grattugiata di noce moscata, con sale e pepe. Il composto deve essere omogeneo, in modo tale da poter creare piccole polpettine grandi come ciliegie.

Infarinale e e cuocile per cinque minuti a fuoco alto in una grande padella (dopo aver rosolato un po’ di scalogno tritato). Sfuma il tutto con aceto balsamico e aggiungi dello zucchero. Dopo due minuti potrai servire le polpette.

Quanto amiamo la pancetta? Eh si, gli italiani hanno una particolare predilezione per questo salume di suino, preparato per l’appunto con la parte della pancia dell’animale (di cui non si butta via niente, come ci insegnano i nostri nonni).

Il suo gusto così inconfondibile e intenso l’ha resa un caposaldo di diverse ricette: pensiamo alla carbonara, ma ce ne sono molte altre che possono essere servite dalla colazione al brunch, fino al pranzo e alla cena.

La pancetta è ottima sia per quanto riguarda l’insaporimento di alcune pietanze che come piatto forte (ad esempio nella farcitura di panini o nella classica colazione britannica, con uova e bacon). Insomma, si tratta di un ingrediente molto versatile, ma come cucinare la pancetta al meglio?

Come cuocere la pancetta

Potete optare per diverse soluzioni, partendo da un classico: la pancetta in padella. Meglio se di ghisa: prendetela e iniziate a metterci un po’ d’olio (non tantissimo, perché la pancetta è già grassa di suo).

Ponete le fette del salume adagiandole sulla padella e con fiamma bassa iniziate a cuocerla. In un attimo la cucina sarà inebriata dal tipico profumo. Dopo qualche minuto la pancetta inizierà ad arricciarsi su se stessa: è il momento di girarla, altrimenti brucerà.

Utilizzate le pinze o delle forchette per capovolgere il lato e cucinare anche quello opposto. Una volta rosolata da entrambe le parti, potrete toglierla: riponetela su un piatto con della carta assorbente, in modo tale che venga assorbito parte dell’olio e del grasso.

Pancetta al forno

Un altro validissimo metodo per cucinare bene la pancetta è al forno, specie ovviamente se ne dovete fare un grosso quantitativo. Prima di metterla a cuocere dovete però necessariamente scaldare il forno a 200°, e una volta fatto questo dovete riporre il salume in una teglia foderata di carta da forno. Lasciate cuocere per un quarto d’ora abbondante (il tempo può variare a seconda dello spessore della pancetta). Fatto questo, la vostra pancetta sarà cotta! Non resta che trasferirla su un piatto coperto con della carta assorbente.

Al microonde

Un terzo metodo che vi segnaliamo è quello del forno a microonde: è una cottura perfetta se si tratta giusto di qualche pezzetto di pancetta, magari per condire un’insalata o preparare un panino. Nulla di più, ma sicuramente è il metodo più veloce per uno spuntino veloce! Non bisogna fare altro che riporre qualche fetta di pancetta su un piatto e inserire quest’ultimo nel microonde. Il microonde andrà impostato per un minuto al massimo, a temperatura alta.

Come è venuta la vostra pancetta? Non è stato difficile cucinarla, vero? Potete davvero sbizzarrirvi e lasciarvi andare anche alla vostra fantasia (l’altro giorno ho preparato un piatto davvero succulento, ovvero spaghetti con pancetta e zucchine. Semplice, ma buonissimo). Il bello della pancetta è proprio questo: non richiede troppi minuti ai fornelli, solo un po’ di attenzione affinché venga buona e croccante. Un piatto fenomenale, e costa pochissimo: cosa chiedere di più?

L’ossobuco è un taglio di carne di vitello: questa premessa è necessaria per spiegare come va cotto e con quali metodi. Si tratta della parte superiore della gamba del bovino, vicino alla tibia: da questa si ricavano fette di circa 3-4 cm di altezza con tanto di osso.

Migliori ricette con l’ossobuco

Non si può non partire da un grande classico, ovvero l’ossobuco alla milanese, descritto benissimo da Pellegrino Artusi all’interno del primo ricettario della storia della cucina italiana. Ecco le sue parole: “Questo è un piatto che bisogna lasciarlo fare ai Milanesi, essendo una specialità della cucina lombarda. Intendo quindi descriverlo senza pretensione alcuna, nel timore di essere canzonato”.

Si tratta di un piatto che con ogni probabilità era già preparato nel Medioevo, con tanto di aggiunta della gremolada, ovvero un trito di prezzemolo e aglio con scorza di limone, molto profumato e che esalta ancora di più la bontà della carne di vitello.

In terre meneghine viene proposto come un secondo piatto unico, preceduto dal risotto allo zafferano. Può anche essere servito come piatto unico proprio insieme all’inconfondibile risotto giallo, o in alternativa con della succulenta polenta.

L’ossobuco però può anche essere cucinato in maniera diversa per una ricetta alternativa rispetto a quella classica milanese. E’ molto gustosa infatti la ricetta dell’ossobuco con piselli: quest’ultimi sono certamente uno degli accompagnamenti migliori per quanto riguarda la carne. Perché provare questo piatto? E’ presto detto: la cottura lunga che fa brasare la carne, il midollo che si scioglie e i piselli che assorbono il tutto rende questa preparazione davvero unica. Da provare insomma!

Come anche l’ossobuco al limone, una ricetta che esalta ancora di più la consistenza e il sapore della carne. Merito dell’asprezza del limone, che però risulta essere leggera e ben bilanciata con il sapore della carne. Come prepararla? Inizialmente bisogna mettere a scaldare una noce di burro in una casseruola, con pochissimo olio extravergine. Nel mentre prendete gli ossibuchi e iniziate ad inciderli, in modo tale che non tenderanno ad arricciarsi in cottura.

A questo punto infarinate tutti gli ossibuchi e fateli rosolare nella casseruola, girandoli costantemente per un risultato uniforme. Prendere dell’aglio e affettarlo (fate in modo che sia il più fine possibile), poi bisogna unirlo al contenuto della casseruola con il prezzemolo tritato. Lasciate che gusti e profumi si confondano per un minuti circa. Fatto questo, sfumate il tutto con del succo di limone e aromatizzate con la buccia grattata di un altro limone.

Ora bisogna solo attendere e lasciar cuocere per a fuoco lento per un’ora abbondante: gli ossibuchi dovranno essere molto teneri. Una volta cotti, potrete servirli a tavola con uno spicchio di limone.