Oggi vi parliamo di un ingrediente con cui potrete sicuramente preparare un secondo con i fiocchi, magari per il vostro pranzo domenicale. I piatti che vi proponiamo oggi hanno tutti come protagonista indiscussa l’arista di maiale. Non lo conoscete? Si tratta di un taglio del suino davvero ottimo: è la parte disossata del carrè, detta anche lonza di maiale, lombo o lombata (il nome dipende dalla regione di riferimento).

Questo pezzo di carne comunque proviene dalla Toscana e dalla sua tradizione culinaria.

Per cucinarla bene servono sicuramente attenzione e pazienza, due ingredienti importanti tanto quanto quelli che metterete nel vostro piatto. La carne, infatti, ha bisogno di tempo per diventare morbida e umida, affinché il sugo si impregni bene.

Andiamo dunque a vedere le migliori ricette per cucinare l’arista e per rendere questo pezzo morbido e saporito.

Arista: ricette migliori

Partiamo dall’arista al latte: si tratta di un secondo piatto assolutamente non complesso da realizzare, che risulterà essere di un sapore e di una morbidezza davvero unica. Ed è proprio il latte a rendere quell’effetto di morbidezza, mentre il rosmarino conferisce alla carne un gusto aromatico che ben conosciamo. Une delle peculiarità di questo piatto, oltre al fatto di essere davvero buono, è che si abbina perfettamente ad ogni tipo di contorno. Ottima anche riscaldata, l’arista al latte è una pietanza ottima per il pranzo domenicale ma non solo.

Altra ricetta che vi consiglio di provare è l’arista di maiale in tegame. Si tratta di un secondo piatto davvero stuzzicante, che profuma di mediterraneo da ogni poro, soprattutto grazie all’aglio e al rosmarino. E’ questa deliziosa coppia a rendere la carne ancor più sfiziosa. Insieme ad essi, anche il vino rosso (meglio se corposo) contribuisce a rendere questa ricetta ancora più gustosa e morbida.

Un altro piatto che vogliamo consigliarti è l’arista all’arancia: è un secondo molto eclettico, adatto sia per pranzi che per cene in famiglia o per occasioni speciali. L’arancia e l’arista sono un’accoppiata davvero interessante, in quanto il sapore e il profumo del primo ingrediente vanno a sposarsi bene con le essenze del secondo. Per far sì che questo matrimonio si realizzi nel migliore dei modi potete marinare la carne in un misto di buccia e succo di arancia, magari aggiungendo qualche spezia nel composto. L’arista diventerà così più morbida e gustosa.

Infine, vediamo un’ultima ricetta, ovvero l’arista di maiale alla birra: si tratta di un secondo piatto unico, davvero gustoso. E’ un classico arrosto di maiale, dove però è la birra l’ingrediente che crea la magia: perfetta per essere accompagnata da un contorno di patate al forno, questa ricetta vi saprà stupire.

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati

Se hai intenzione di preparare un buon bollito, oppure un macinato per una pasta alla genovese doc, allora devi sapere che il taglio reale del bovino è la soluzione migliore. Si tratta appunto di un taglio di seconda categoria, ricco di tessuto connettivo e grasso, e può capitare che venga lasciato unito ad altri.

Non si tratta del sottospalla (a volte potrai trovarlo chiamato così), perché esso è solo un taglio vicino al reale, che invece si trova nel costato del bovino (tra pancia e sottospalla, nella sua parte anteriore). Più nello specifico, questo tipo di taglio è localizzato in quei muscoli, ovvero l’intercostale e il gran dorsale, che ricoprono interamente le prime cinque vertebre dorsali anteriori.

Ma perché il taglio reale viene definito di seconda categoria? Essenzialmente per il fatto che è formato da muscoli abbastanza duri: è quindi un tipo di carne non certo tenerissima, che richiede cotture lente, e a volte non viene nemmeno utilizzato singolarmente (può essere lasciato unito al petto oppure alle costate).

Per quanto riguarda le calorie, esso ha un contenuto di grasso che varia dal 4 al 7 %. Si può dunque definire semi-grasso, dal momento che la sua densità calorica ammonta tra le 120 e le 150 kcal/hg.

Taglio reale del bovino: utilizzo

Torniamo però all’utilizzo di questo tipo di taglio. Come dicevamo prima, è davvero ottimo per il bollito: per realizzare il piatto può essere utilizzato sia con l’osso che disossato. In quest’ultimo caso dovranno essere tolte le costole e con il muscolo principale (il gran dorsale) potrai ricavare una buonissima polpa da bollito.

In alternativa consigliamo la carne macinata, l’ideale – come dicevamo più su – per una stuzzicante pasta alla genovese oppure delle sfiziose polpette da cuocere in padella, al forno o al vapore. Il taglio reale ha poi una forma piatta e quindi può essere particolarmente indicato per la preparazione dello spezzatino, o anche come fetta da farcire. Appare chiaro quindi come sia un taglio naturalmente adatto per le cotture lunghe (bolliti, stracotti e arrosti), meglio se in umido.

Spesso potrai trovare il taglio reale con un altro nome: infatti la definizione di questa parte del bovino varia da regione a regione. Si chiama così a Rovigo, Verona, Parma e Mantova, ma a Milano e Vicenza è detto biancostato. A Bari e Foggia si chiama l’appiccatura, mente per i veneziani è il bongiolo. Corazza è il nome che viene dato a Napoli, a Trento costamozza, a Bologna costata, a Trevisto fracosta e oriada a Vicenza.

E non è finita qui: verso Palermo lo troverai con il nome gabbia (come anche a Reggio Calabria), mentre a Messina è la costa. Scaramella è in genovese, mentre a Firenze è detto restringitura. Infine, a Padova è la scorzadura, mentre a Macerata scadinata.

Insomma, cambiano i nomi ma non la sostanza, che rimane sempre gustosa ed appetibile.

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati

Hai voglia di un arrosto oppure di una buona Bourguignonne? Bene, allora è il caso di utilizzare un ottimo taglio filetto del bovino, particolarmente indicato per questo tipo di preparazioni. Stiamo parlando di uno dei tagli più pregiati della carne bovina, ovviamente tra i più costosi.

Il motivo? Principalmente per la sua carne tenera, priva di nervi e tessuti connettivi, nonché molto magra. Con il termine “filetto” possiamo riferirci a diversi tipi di carne, dal vitello al manzo, fino anche al pollo e al maiale.

Oggi ci concentreremo sul bovino in generale: il taglio filetto è ricavato da una sezione della parte basse della sua schiena, ovvero la lombata. E’ posizionata subito sopra le cosce: si tratta di una zona mai particolarmente “allenata” dall’animale, e per questo motivo il muscolo risulta molto tenero al consumo.

Come dicevamo, è effettivamente un taglio assai pregiato: ha un alto grado di tenerezza, è molto succoso ed è privo di qualsiasi tipo di tessuto connettivo (al massimo ce n’è in scarsissima presenza).

Taglio filetto del bovino: calorie

Le calorie di manzo e vitello dipendono dai grassi e dalle proteine contenute all’interno della carne. La percentuale di questi nutrienti dipende essenzialmente dal tipo di taglio: il filetto conta 207 kcal per 100g.

Una buona parte di esse deriva dai grassi saturi: proprio per questo motivo, in una dieta equilibrata, il nostro corpo richiede al massimo dalle due alle quattro porzioni di carne alla settimana.

Taglio filetto del bovino: utilizzo

Ci si può davvero sbizzarrire per quanto riguarda la preparazione del filetto. Ovviamente in questo caso è meglio prediligerlo per cotture veloci: infatti la parte anteriore è l’ideale per le bistecche e per una tagliata appena scottata, magari con un po’ di rucola, pomodorini e aceto balsamico.

La parte centrale del filetto invece è molto utilizzata invece per medaglioni e la già citata Bourguignonne. Quest’ultima in Italia è soprattutto diffusa in Piemonte, ma il nostro consiglio è di provarla al di là della regione d’appartenenza. Si tratta in realtà di un piatto di origine svizzera, ma che è cucinata attualmente soprattutto nelle province di Torino e Cuneo.

In Piemonte infatti (storicamente terra di carni pregiate), la Bourguignonne è considerato ormai un piatto locale, anche se è più un riadattamento rispetto alla versione originale. Infatti c’è la presenza di ingredienti che in Svizzera non vengono usati, come l’olio di oliva, la salsiccia e salse come il bagnet verd.

Ovviamente però la portata principale è rappresentata proprio dal filetto, come anche nel caso della bistecca alla fiorentina, ovvero uno dei piatti più conosciuti e apprezzati della cucina toscana (anche se molti utilizzano anche la lombata), e degli arrosti.

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati

Certe affermazioni per i più esperti e navigati possono sembrare banali e superficiali, ma per i “profani” che si approcciano ad una determinata materia ex novo possono invece risultare utili a capire ed approfondire poi in seguito una determinata tematica.

La cucina è sicuramente uno dei trend topic di questo periodo storico. In realtà nel nostro paese esistono da sempre programmi di cucina, tutorial et similia, ma l’avvento e lo sviluppo dei reality show tematici prima e dei social network poi hanno aumentato ancor di più il fenomeno culinario.

In questo articolo andremo ad analizzare un argomento su cui ci sono ancora troppe incertezze, ovvero la differenza tra guanciale e pancetta: si, perché non si tratta di sinonimi! C’è una distinzione netta da fare, e se hai intenzione di cucinare una carbonara degna di questo nome sappi che non puoi utilizzare una delle due a caso.

Differenza tra guanciale e pancetta

Più in generale con le informazioni contenute nelle righe seguenti saprai come utilizzare questi due ingredienti a seconda del piatto che vuoi preparare. Partiamo dal taglio, perché ovviamente non è lo stesso: la pancetta si ricava dalla pancia del maiale, mentre il guanciale dalla guancia.

Tuttavia quello che davvero rileva nella differenza tra guanciale e pancetta sono le diverse lavorazioni con cui si arriva ad una piuttosto che all’altra. Così cambia gusto e consistenza.

Il guanciale

Partiamo dal guanciale: esso deve stagionare almeno 9 mesi, di modo che diventi ben saporito (anche grazie all’aggiunta di spezie, sale e pepe compresi). E’ con esso che si vede fare la carbonara! (almeno secondo i puristi di questo nobile piatto).

La pancetta

Per quanto riguarda la pancetta, che in primo luogo viene salata e poi messa a stagionare, essa viene poi insaporita con varie spezie (quali vengono usate dipende dalla zona in cui viene lavorata). La pancetta può essere tesa (stagionatura breve di tre settimane), arrotolata (stagionatura più lunga, è un salume a tutti gli effetti) o affumicata (il cosiddetto bacon, ottenuto appunto con l’affumicatura della carne).

Altro aspetto molto importante da non sottovalutare nella differenza tra guanciale e pancetta sono le caratteristiche nutritive, perché tra le altre cose questi due alimenti offrono un apporto calorico e nutritivo diverso. Infatti un etto di guanciale contiene 655 calorie, con un 70% di grassi e 22% di acqua, mentre lo stesso quantitativo di pancetta consta di 450 calorie, di cui il 45% sono grassi e il 40% acqua.

Da chiarire infine anche come utilizzare in cucina queste due tipologie di carni. In questo discorso, un aspetto da non sottovalutare è che la pancetta si trova con più facilità nei supermercati, cosa che la rende ovviamente più acquistabile e quindi utilizzabile. Al di là di questo però è innegabile che il guanciale ha un sapore molto più forte ed è l’ideale per piatti come la carbonara e l’amatriciana.

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati

Oggi andiamo a scoprire una ricetta davvero sfiziosa, che si presenta come un’esplosione di profumi e sensazioni: stiamo parlando del pollo allo zafferano. Si tratta di un secondo piatto contraddistinto dalla sua leggerezza, oltre che dal gusto inconfondibile: merito del pollo, una delle carni bianche più amate, e della salsa color zafferanno.

E’ anche una ricetta molto semplice, dal momento che si realizza in pochi e facili passaggi: il pollo allo zafferano è perfetto per ogni stagione ed occasione, ma vi consigliamo di condividere i suoi aromi in una cena organizzata con amici. Porterete in tavola un piatto cremoso (merito della salsa colorata ottenuta con la panna e lo zafferano) che ricorderà un po’ il pollo al curry.

Ingredienti

Entriamo più nel dettaglio partendo dagli ingredienti della ricetta del pollo allo zafferano.

Ecco di seguito la lista dei prodotti da utilizzare: 1 kg e mezzo circa di sovracosce di pollo, 2 dl di panna fresca, brodo (anche vegetale), un bicchierino di brandy, 1 cucchiaio di farina, mezzo cucchiaino di zafferano in polvere, prezzemolo, olio extra vergine d’oliva e burro. Come vedete, di zafferano se ne usa davvero poco. E viene da dire meno male, dal momento che oltre ad essere buonissima, è una spezia molto costosa. Fortunatamente ne bastano pochi grammi per dare il giusto aroma al nostro piatto.

Preparazione

Per quanto riguarda la preparazione di questa ricetta, bisogna partire rosolando le sovracosce in una padella con burro e olio. Dopo aver terminato il processo di rosolamento, versate il brandy. Il tutto è da far evaporare a fuoco alto. La cottura a questo punto deve durare almeno un’ora mettendo la fiamma al minimo (man mano, se vedete che la carne sta diventando troppo asciutta, aggiungete un po’ di brodo caldo).

Nota bene: tenetevi sempre a portata di mano un po’ di brodo caldo, così nel caso si potrà versare. Salate e pepate a piacere, mentre che lo zafferanno si scioglierà nel brodo. Una volta che il pollo sarà cotto, aggiungere la farina e un mestolo di brodo. Fatto questo, mescolare il tutto e aggiungere della panna e un po’ di prezzemolo tritato, e aggiustare eventualmente di sale.

Il vostro pollo allo zafferano è quasi pronto, non prima che lo lasciate insaporire qualche minuto a fuoco lento. Ora è davvero pronto per essere servito! Insieme ad esso potete aggiungere anche un po’ di riso basmati, l’ideale per accompagnarlo, oppure dei piselli. E’ ottimo anche con il purè, ovviamente ben speziato con la noce moscata.

In alternativa alle sovracosce si può anche optare per il petto, tramite il quale si possono realizzare dei bocconcini tagliandolo a strisce e poi a cubetti. Insomma, come sempre in cucina, largo alla fantasia!

L’arrosto è una delle ricette maggiormente apprezzate dagli italiani, che quando si ritrovano a tavola per il pranzo domenicale oppure per una ricorrenza particolare lo propongono molto frequentemente come piatto forte del menu. Certo, per preparare un buon arrosto servono diversi fattori, in primis tempo e pazienza.

Anche la cottura è un fattore importante: potete optare per farla in forno, oppure in padella. In ogni caso il procedimento si dividerà in due fasi: nella prima dovrete fare rosolare l’arrosto a temperatura alta, mentre nella seconda bisogna abbassarla e lasciarlo cuocere all’interno.

Per la perfetta riuscita di questa ricetta è fondamentale ovviamente anche la scelta della carne: le più utilizzate sono la carne di maiale, quella di bovino e infine il vitello. Il nostro consiglio è quello di scegliere un tipo di carne con poco collagene: così si conserveranno di più i succhi e le sostanze nutritive contenute al suo interno. La carne risulterà più gustosa e digeribile.

In questo articolo ci concentreremo in particolare su un altro degli aspetti più importanti per rendere un arrosto davvero ottimo, ovvero il taglio. Andiamo dunque a vedere quali sono i migliori tagli per l’arrosto di carne.

Partendo dall’arrosto di maiale, possiamo dirvi questo tipo di carne è particolarmente indicata per la ricetta in questione: ha la giusta quantità di grasso, perciò verrà fuori un piatto tenero e succoso. I tagli da prediligere sono il carrè, il filetto (parte un po’ più secca e quindi va sicuramente lardellato per evitare che l’arrosto rimanga troppo asciutto), il collo e la spalla. Da non dimenticare infine l’arista, che pur essendo una parte molto magra è indicata per la cottura lenta al forno (è un pezzo ottimo se si vuole preparare ad esempio un arrosto alle mele).

Arrivando al bovino, i pezzi più indicati per l’arrosto sono il quarto anteriore nell’area della spalla (in Lombardia è chiamato cappello del prete, mentre in Piemonte arrosto della vena), il tenerone (taglio tra la testa e il costato), la noce e lo scamone (il primo è conosciuto anche con il nome di primo taglio oppure bordone o pescetto, mentre il secondo è posizionato nel quarto anteriore del bovino). Un po’ meno pregiati, ma non per questo meno indicati, sono la polpa o rotondino di spalla, ma anche il petto, il fiocco e la pancia, particolarmente adatti per una cottura lenta per via del copioso grasso che c’è al loro interno.

E veniamo infine alla carne di vitello: ha un gusto molto delicato, perchè tenera e poco fibrosa. Ma quali sono i migliori tagli per l’arrosto di vitello? Sicuramente la lombata e il filetto, perchè non hanno molti tessuti connettivi e perciò risultano essere più teneri rispetto ai pezzi della parte anteriore dell’animale. Di pari livello in quanto a pregiatezza sono i taglia della coscia (scamone, noce, girello e fesa). Per chi ama i gusti un po’ più forti non si possono non citare i tagli delle frattaglie, ma anche fegato e rognoni (parti molto tenere).

Ora avete davvero tutti gli strumenti teorici per poter cucinare il vostro arrosto, non resta che metterli in pratica!

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati

Lo spezzatino è certamente uno dei piatti più amati dagli italiani: si tratta di una ricetta ottima per le occasioni più diverse, ma è particolarmente indicata per i pranzi e le cene di ogni giorno dell’anno. Si, perché a differenza dell’arrosto – il piatto domenicale per eccellenza – lo spezzatino è tradizionalmente servito in ogni occasione.

E’ forse un po’ meno nobile, come anche i tagli ad esso riservati: si, perché quelli più adatti per preparare uno spezzatino delizioso sono i pezzi meno pregiate del manzo. Infatti esso fa parte a pieno titolo della famiglia degli “umidi”, e come tale ha bisogno di carni non troppo magre, una cottura molto prolungata e sugo a volontà (altrimenti verrà troppo asciutto).

Partendo da presupposto che la carne di manzo è quella più utilizzata per lo spezzatino (sconsigliamo quella di vitello, che avrà un sapore meno delizioso rispetto a quella del bovino adulto), è sempre meglio rivolgersi al proprio macellaio di fiducia che sappia indicarvi quali sono i migliori tagli per lo spezzatino.

Come dicevamo, per la preparazioni dello spezzatino di manzo è davvero fondamentale scegliere il taglio idoneo alla ricetta: solo così avremo un piatto saporito, delicato ma al tempo stesso sfizioso. Ci vuole una parte della carne di manzo adatta alle lunghe cotture: in questo senso sono particolarmente indicati i pezzi ricavati dalla spalla, dal collo e dalla pancia. Essi infatti possono essere tagliati a tocchetti grossi e quindi cotti per un paio d’ore.

Non bisogna optare per carni magre: i bei bocconcini rosa senza un filo di grasso e tessuti connettivi non sono proprio adatti allo spezzatino! Sono infatti sinonimo di un piatto asciutto e stopposo: è infatti il grasso a dare morbidezza, mentre il connettivo si scioglie e dà ancora più gusto e anima a tutta la preparazione.

Entrando più nel dettaglio, possiamo consigliarvi alcuni tagli di seconda scelta (l’ideale per lo spezzatino), tra cui:

  1. Tenerone o reale: è posizionato sul grosso muscolo del collo. Ha molto tessuto connettivo e perciò ideale per le cotture lente. E’ sicuramente il taglio più utilizzato per preparare lo spezzatino.
  2. Fusello, detto anche polpa o girello di spalla: qui ci spostiamo nella spalla, altra parte del bovino ottima per questo tipo di piatto. Da segnalare il buon rapporto qualità-prezzo di questo tipo di taglio.
  3. Pancia: ovviamente più grassa rispetto alle altre parti, ma non per questo meno indicata. Scegliendo questa parte del manzo avrete uno spezzatino più morbido.

Per quanto riguarda le varie ricette con cui si può proporre uno spezzatino, dobbiamo dire che ne esistono davvero tante. Certo, il piatto più apprezzato è sicuramente il classico spezzatino con patate e piselli, magari con l’aggiunta di salsa di pomodoro ed erbette aromatiche.

 

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati

spiedini di carne

ricetta come cucinare gli spiedini di carne

ingredienti

600 gr di manzo fesone di spalla

180 gr di pancetta o bacon

1 cipolla, 8 funghi champignon, 2 peperoni, 8 pomodorini

quanto basta di olio, sale, pepe e pepe

 

Come cucinare gli spiedini di carne

procedimento

Oggi vediamo come fare gli spiedini di carne un ottimo piatto ricco e gustoso e senza troppe calorie adatto anche per chi è a dieta o gli sportivi.

Prepariamo prima le verdure sbucciando le cipolle tagliandole in quattro spicchi verticali, non le tagliamo in orizzontale altrimenti sugli spiedi si rovinano dividendosi ad anelli. Mondare 8 funghi tagliandoli a metà per il lato lungo, su ogni spiedino avrà 2 mezzi fungo. Mondare i peperoni, togliendo picciuolo, semini e nervature bianche, dividerli in 8 pezzi ognuno. Lavare e tagliare i pomodorini.

Eliminare la cotenna dalla pancetta tagliandola a fettine di circa 1cm e larghe 4cm.

Iniziare a preparare gli 8 spiedini alternando i vari ingredienti alternando i 4 pezzi di carne, 2 pezzi di cipolla e le altre verdure aggiungendo ogni tanto se piace qualche foglia di salvia.

Porli sulla griglia ben calda spennellandoli con olio o con la marinatura per la carne.

Abbiamo visto come cucinare gli spiedini di carne in pochi minuti abbiamo un piatto da gustare in famiglia o con gli amici.

ricetta spiedini di carne

vini accostamenti

Spiedini di carne sono una preparazione di carne e verdure che si abbina con Vino Rosso Fermodi medio corpo, se si preferisce un bianco si può scegliere un buon vino Secco.

 

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati

salumi salsiccia stagionatura macelleria d andrea

La salsiccia è sicuramente uno dei prodotti più tipici della tradizione culinaria italiana. Declinata in mille varianti a seconda della regione in cui viene prodotta, è un insaccato a base di carne (prevalentemente di maiale) che viene realizzato riempiendo il budello del suino con diverse parti della sua carne, come ad esempio la spalla o la pancetta.

Così come avviene per altri prodotti a base suina, la salsiccia può essere venduta fresca o secca a seconda di come la si lavora. Di base, la salsiccia stagionata si otterrà partendo da una salsiccia fresca alla quale verrà aggiunto più sale, e che sarà lasciata a riposare (o stagionare, per l’appunto) in un luogo idoneo a tale processo.

Il risultato è una specie di salame che può contare sul doppio vantaggio di poter essere consumato sia crudo che cotto.

Partiamo dal consumo a crudo. Innanzitutto, la salsiccia stagionata, con il suo sapore deciso e inconfondibile, fa la sua splendida figura anche in solitaria, e non sono pochi i consumatori che preferiscono mangiarla al naturale, mordendola direttamente dopo averla spellata.

In mezzo a due fette di pane, poi, la salsiccia tagliata a fettine dà il meglio di sé: il pane ne smorza le note più aggressive e ne esalta quelle più delicate, rendendolo un prodotto apprezzabile per tutti i palati. Cruda e tagliata a fette, infine, può essere inserita del classico tagliere di salumi e formaggi, magari insieme a diverse varianti di salsiccia stagionata regionali, salami, coppa e prosciutto.

È un prodotto che si presta bene anche ad essere cotto. Con della salsiccia stagionata e fiori di zucca si può preparare ad esempio un ottimo ciambellone salato. Dopo aver preparato l’impasto per il ciambellone, arricchiamolo con cubetti della nostra salsiccia e i fiori di zucca, facciamo riposare e inforniamo per 40 minuti a 180°. Il risultato sarà un dolce/salato atipico, che richiama ai sapori rustici di un tempo e che sorprenderà piacevolmente anche i palati più fini.

Ed è proprio con i sapori più tradizionali che la salsiccia stagionata si fa apprezzare al meglio, ad esempio come coprotagonista in un piatto di patate stufate. Possiamo preparare le patate come meglio preferiamo, allungandole magari con del brodo e della passata di pomodoro per enfatizzarne i sapori; quando sono quasi pronte (5-10 minuti prima della fine della cottura, in linea di massima), aggiungiamo dei tocchetti di salsiccia stagionata grandi più o meno come i nostri tocchi di patate (2 cm circa). Avremo così realizzato un piatto che rispecchia a pieno la nostra italianità, sostituendo però alla solita salsiccia fresca la sua versione secca.

È un secondo ricco ma semplice, che non sfigura su nessuna tavole e in nessun contesto, e che si apprezza particolarmente se accompagnato da del buon vino rosso, magari a Km0.

In definitiva, che ti piaccia cotta o cruda la salsiccia stagionata è un insaccato dalle potenzialità spesso inespresse; un prodotto che se proposto in armonia con altri ingredienti riesce a stupire per la sua duttilità e per il valore aggiunto che è in grado di dare ad ogni pietanza.

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati

coppa capocollo salume macelleria d andrea

La coppa è un insaccato ottenuto tramite rifilatura, snervatura e sgrassatura del capocollo, non a caso in alcune regioni d’Italia i due termini vengono considerati, erroneamente, sinonimi. In diverse sue declinazioni, la coppa ha finito per diventare un prodotto talmente esclusivo da essere insignito delle più prestigiose denominazioni nazionali di tutela e protezione. Citiamo a tal proposito le coppe D.O.P. di Calabria e di Piacenza, nonché quella I.G.P. di Parma.

Si tratta di un salume dai molteplici utilizzi, che ben si sposa con diverse pietanze grazie al suo particolare sapore speziato, deciso ma mai troppo invadente. Vediamo pertanto quali possono essere alcuni utilizzi che si possono fare della coppa nell’immenso inventario della tradizione culinaria italiana.

Nella sua versione essiccata, quindi intesa come salume, la coppa può essere un’ottima sostituta delle solite paste con pancetta o amatriciane. Se ne possono ad esempio soffriggere in una padella con del burro tre fettine per commensale, giusto il tempo che questo diventi trasparente (non più di due minuti). A parte, cuocere delle linguine – o in alternativa qualsiasi altra pasta lunga e porosa – e mantecare il tutto con del buon pesto, meglio se preparato a mano. Poco prima di servire in tavola il piatto, si possono aggiungere altre fette di coppa decorative e una spolverata extra di pecorino. Il risultato sarà un piatto tanto inusuale quanto delizioso.

Per chi vuole avventurarsi in una ricetta più sfiziosa ma comunque facile da preparare, consigliamo le particolarissime crêpe di grano saraceno con formaggio e coppa. Non è facile trovare in Italia delle crêpe di grano saraceno già pronte, ma non sarà difficile trovare una guida su come realizzarle. Una volta pronto l’impasto procediamo alla normale cottura delle crêpe, aggiungendo 2-3 fette di coppa e del formaggio (meglio se francese) nel momento in cui giriamo la crêpe sull’altro lato. Poco prima della fine della cottura pieghiamo la crêpe su sé stessa, ripassiamola un minuto su entrambi i lembi e infine togliamo dal fuoco. Il sapore particolare della coppa, unitamente a quello unico del grano saraceno, ci daranno una crêpe fuori dal comune, dal gusto più rustico e dal sapore intenso.

Se invece non hai troppo tempo da dedicare alla cucina, ti basterà sapere che la coppa fa la sua splendida figura anche in un tradizionale tagliere di salumi, soprattutto se in compagnia di prosciutto cotto, crudo, salame nostrano, olive e sottaceti.

Ma la coppa può anche essere lavorata fresca, diventando così uno dei tagli di carne più apprezzati dalle famiglie italiane.

Un buon modo per cucinarla, onde evitare che si secchi, è sulla piastra. Assicurati di tagliuzzare i lembi esterni qualora questi presentino grasso in eccesso, scalda un filo d’olio sulla piastra e quando questo inizia a fumare aggiungi la bistecca. Fai cuocere a fuoco moderato 4 minuti per lato o finché la carne non inizia a sanguinare, facendo attenzione a non forarla quando la giri. Terminata la cottura, deposita la carne in un piatto, aggiungi sale e pepe e copri con un foglio di carta stagnola per due minuti prima di servire.

Vuoi ricevere altre ricette sfiziose, consigli, promozioni e novità? Inserisci i tuoi dati